Di Admin (del 19/05/2010 @ 09:05:27, in News, linkato 64 volte)
Vintage per un matrimonio low cost, ma d'effetto!
Come spesso succede, questa moda è iniziata all'estero, prima negli Stati Uniti e poi in Inghilterra. Oggi è possibile trovare - anche on line - bellissimi abiti da sposa vintage da acquistare.
Dagli abiti anni '20 e '30 - molto spesso in raso e seta con ricami di perle, agli abiti anni '50 con gonne molto gonfie di tulle e bustini avvitati molto spesso in pizzo, ci si può sbizzarrire spendendo meno della metà di quanto preventivato per un abito da sposa nuovo.
Il look scelto per l'abito della sposa accompagnerà poi l'intero matrimonio, con addobbi e ricevimento nel medesimo stile dell'epoca scelta per il vestito. Vintage possono essere anche gli accessori, scialli, veli, cappotti, guanti, tutti in perfette condizioni per fare di te una sposa unica e glamour.
Bellissimo il sito vintage di Charlie Brear - inglese - che organizza le sue collezioni per decenni, dagli anni '20 ai '70. Molto vario - con idee per tutti i gusti e tutti i portafogli - anche il sito americano unique-vintage.com.
La cosa migliore però è cercare in casa, perchè infatti non indossare il più bello tra gli abiti da sposa delle donne della tua famiglia, magari quello della nonna- che, con qualche piccolo ritocco, splenderà di nuovo indosso a te?
Di Admin (del 01/05/2010 @ 00:00:00, in News, linkato 54 volte)
La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori è una festività celebrata il 1º maggio di ogni anno che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta in molte nazioni del mondo ma non in tutte. Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1866 nell'Illinois (USA) La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero approvate anche in Europa.
L'origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre1882. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all' Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialisti ed anarchici - suggerirono come data della festività il primo maggio.
Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.
L'allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l'oggetto della festività sull'antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.
La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.
In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.
Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.
I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall'anno 1991 (vedi Concerto del Primo Maggio a Roma a cui partecipano annualmente centinaia di migliaia di persone).
Di Admin (del 22/02/2010 @ 00:42:01, in News, linkato 66 volte)
Valerio Scanu, con il brano “Per tutte le volte che…”, è il vincitore del 60° Festival di Sanremo. Nella resa dei conti finale, quando a decidere è stato solo il televoto, ha avuto la meglio sul contestatissimo trio Pupo-Emanuele Filibero-Luca Canonici (”Italia amore mio”) e su Marco Mengoni (”Credimi ancora”), terzo classificato.
Per il secondo anno consecutivo, dunque, il vincitore di Sanremo proviene da “Amici di Maria De Filippi”. L’anno scorso era toccato a Marco Carta, quest’anno al 19enne sardo della Maddalena, secondo classificato nell’edizione 2009 del talent di Canale 5. Che la vittoria sia tutta nel segno di “Amici” lo prova anche il fatto che il brano di Valerio è scritto (parole e musica) da Pierdavide Carone, concorrente dell’attuale edizione. Inoltre, Valerio ha potuto contare su Beppe Vessicchio (direttore musicale di Amici) come direttore d’orchestra. Il Sanremo di Valerio era iniziato con l’eliminazione nella seconda serata per poi proseguire con il ripescaggio di giovedì, ottenuto grazie anche al duetto con Alessandra Amoroso.
Gli ultimi minuti della serata sono stati movimentati dalla protesta del pubblico in sala e, soprattutto, dell’orchestra, contro la presenza di Pupo ed Emanuele Filiberto nella rosa dei tre finalisti. I musicisti hanno addirittura strappato gli spartiti in segno di protesta.
Il premio della critica “Mia Martini” è andato a Malika Ayane e alla sua “Ricomincio da qui”.
Nella conferenza stampa subito dopo la vittoria, Valerio Scanu ha dedicato la sua vittoria a tutti quelli che credono in lui, dai genitori ai fan che sono venuti a vederlo a Sanremo, aspettando per ore sotto la pioggia. “Qui ero solo, non avevo vicino i miei familiari. Il loro calore mi è servito mentre mi seguivano in ogni spostamento. Mi hanno sostenuto da vicino e da lontano. E io li ho seguiti costantemente su Facebook”.
Ha poi aggiunto: “In questi giorni ho imparato a essere più disponibile nelle interviste, prima ero più chiuso. Maria De Filippi era contentissima, mi ha chiamato subito dopo la vittoria. Ho fatto maturare la mia interpretazione con Vessicchio giorno per giorno. Dopo la tensione del debutto è via via migliorata”.
“Non sono venuto per vincere, ma era importante partecipare. L’ho preso come un trampolino per continuare su questa strada”.
Di Admin (del 18/09/2009 @ 09:52:40, in News, linkato 79 volte)
KABUL - E' quasi mezzogiorno a Kabul quando si scatena l'inferno. Sulla strada per l'aeroporto, un'auto con 150 chili di esplosivo si lancia contro due blindati italiani. Lo scoppio si sente a chilometri di distanza. Muoiono sei paracadutisti della Folgore, altri quattro militari (tre paracadutisti e un aviere) restano feriti. Molte sono le vittime anche tra i civili, oltre 20 afgani che affollavano un mercato vicino sono stati uccisi e altri 60 sono rimasti feriti. KABUL - E' quasi mezzogiorno a Kabul quando si scatena l'inferno. Sulla strada per l'aeroporto, un'auto con 150 chili di esplosivo si lancia contro due blindati italiani. Lo scoppio si sente a chilometri di distanza. Muoiono sei paracadutisti della Folgore, altri quattro militari (tre paracadutisti e un aviere) restano feriti. Molte sono le vittime anche tra i civili, oltre 20 afgani che affollavano un mercato vicino sono stati uccisi e altri 60 sono rimasti feriti. fonte: www.larepubbica.it
Di Admin (del 07/04/2009 @ 12:20:46, in News, linkato 67 volte)
LA DIRETTA. Dopo la tremenda scossa di domenica notte decine di movimenti di assestamento nella provincia dell'Aquila. Intorno alle 11.30 due scosse particolarmente forti (4,5 gradi), avvertite fino a Roma. Alle 2 del mattino estratta viva Marta Valente, 24 anni. Berlusconi oggi torna nelle zone colpite. Il racconto della tragedia, da Tempera a Onnadi G. CAPORALE, C. CIAVONI, P.G. BRERA. Fonte: www.larepubblica.it
Di Admin (del 30/11/2008 @ 00:00:00, in News, linkato 68 volte)
Un capolavoro di Giambattista Tiepolo (1696-1770), considerato perduto da oltre 200 anni, è stato ritrovato nell'attico di un castello in Francia dove era stato "nascosto" dagli antenati degli attuali proprietari perché considerato "osceno", dal momento che raffigura una donna che mostra un seno nudo. L'annuncio della riscoperta è stato dato dalla casa Christie's, precisando che il dipinto che raffigura una giovane seminuda, allegoria della mitologica Flora, sarà messo in vendita martedì 2 dicembre a Londra con una stima che oscilla tra 700.000 e 900.000 sterline. Come ha dichiarato un portavoce della casa d'aste, il quadro non risulta mai pubblicato in nessun catalogo del Tiepolo e propabilmente fa parte di una serie di opere commissionate al pittore veneziano dall'imperatrice Elisabetta di Russia (1709-1762). Fonte: La Repubblica.it
Di Admin (del 05/06/2008 @ 05:04:00, in News, linkato 95 volte)
Il 2 dicembre 1942, grazie agli studi del fisico italiano Enrico Fermi, avviene la prima reazione nucleare nella storia, in Italia. In particolare si tratta della prima reazione nucleare a catena, controllata, utilizzando come substrato uranio naturale (235U) posto all’interno di un blocco di grafite pura. Grazie a questa scoperta nasce la prima pila atomica, contenente tutte le indicazioni sia per la produzione dell’energia nucleare sia per l’esplosione nucleare: entrambi basati sul processo di fissione. Questo processo sfrutta la scissione di un nucleo instabile (235U), a seguito del suo bombardamento con particelle ad alta velocità (neutroni). Il risultato di questa reazione è la formazione di due nuclei più stabili di dimensioni più piccole, a contenuto energetico più basso, nonché la produzione di una quantità d’energia. Poiché la quantità d’energia in gioco è elevata, è molto semplice che la reazione sia incontrollata. Ragion per cui erano utilizzate barre di cadmio, grafite o acciaio a base di boro capaci di catturare i neutroni liberati dalla reazione a catena rallentando, così, il processo. Numerosi enti, in Italia, si dedicarono, ben presto, a studi per lo sfruttamento dell’energia nucleare come il CISE ed il CNRN, che divenne dopo il 1960 CNEN (ComitatoNazionale Ricerche Nucleari), denotando particolare interesse e non trovando in altri paesi uguaglianza. Il primo reattore, per scopi di ricerca, in Italia sorse nel 1959 a Ispra (Varese). La nascita fu fortemente appoggiata dall’opinione pubblica che vedeva nel nucleare la risposta a numerosi e immediati problemi energetici. Dopo qualche anno, infatti, la produzione di energia nucleare ammontava a 3.9 miliardi di kW/h. Ciò rese l’Italia il terzo produttore di energia nucleare al mondo. Agli inizi sul nucleare spicca di rilievo la figura di Felice Ippolito ingegnere brillante che fu uno tra i primi, verso la fine degli anni ’40, ad intraprendere gli studi e le ricerche sull’uranio in Italia. La sua carriera ebbe fine nel 1963 quando fu processato e condannato per illeciti penali riguardanti lo svolgimento delle sue funzioni di responsabile di un ente pubblico. Si pensa, molto probabilmente, che Ippolito sia caduto in una “trappola” organizzata da qualche compagnia petrolifera che, vedendosi minacciata dalla nuova ed alternativa forma di energia, temeva in una forte e rapida diversità energetica che avrebbe, di lì a poco, portato ad un rallentamento delle risorse energetiche fino a quel tempo disponibili a scapito della rapida e forte programmazione della ricerca nucleare. Il primo incidente, che la storia documenta, di una centrale nucleare è quello avvenuto a Three Miles Island (Pennsylvania - Stati Uniti) nel 1979 che ha dato, così, inizio alla lenta, ma inesorabile, sfiducia nella produzione e utilità di questa forma di energia in ambito civile. Ad aggravare la situazione, tuttavia, è stato l’incidente del 26 aprile 1986 alla centrale di Chernobyl (attuale Bielorussia allora Unione Sovietica) che ha portato, così, ad un atteggiamento critico e diffidente nei confronti dell’energia nucleare sottolineando principalmente i rischi cui si andrebbe incontro nell’uso del nucleare, penalizzando fortemente i vantaggi dal punto di vista energetico. A nulla sono servite le numerose evidenze che in passato hanno dimostrato che l’accaduto alla centrale di Chernobyl è scaturito da un errore umano e non, sicuramente, per problemi di inadeguatezza dell’impianto. Il disastro di Chernobyl ebbe delle ripercussioni anche in Italia, infatti furono bloccate le aperture di numerosi cantieri che avevano per obiettivo la nascita di nuove centrali nucleari. Il tutto ebbe come epilogo tre referendum sul nucleare (8 novembre 1987) che ebbero per maggioranza gli italiani che votarono “SI” alla abrogazione di una serie di norme e orientando l’Italia verso una politica energetica senza il nucleare. La risultante fu l’abbandono da parte dell’Italia del nucleare come fonte di approvvigionamento dell’energia nonché la chiusura di tutte le centrali nucleari (quattro). Sebbene siano passati venti anni restano in sospeso svariati problemi come la conservazione, in condizioni non di massima sicurezza, dei rifiuti delle centrali nucleari chiuse, ragion per cui la questione del pericolo del nucleare, almeno in Italia, è ancora un problema attuale, non risolto e, inoltre, c’è ancora il problema legato allo smantellamento, alla rimozione e alla decontaminazione di strutture e componenti degli impianti nucleari. I problemi sono legati sia alle centrali nucleari adibite alla produzione di energia elettrica (ex Enel) come Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina, Garigliano (Caserta) che degli impianti del ciclo combustibile ex Enea come EUREX di Saluggia (Vercelli), FN (Fabbricazioni Nucleare) di Bosco Marengo (Alessandria), OPEC in Casaccia (Roma), Plutonio in Casaccia (Roma), ITREC in Trisaia-Rotondella (Matera). Alla luce della recente crisi energetica che sta investendo diversi Paesi, resta tuttavia da considerare il fatto che l’Italia, per le ragioni qui riportate e per il funzionamento di impianti nucleari nei paesi vicini, come la Francia, resta comunque esposto ai rischi derivanti dalla produzione di energia dal nucleare pur non traendone benefici: sarebbe opportuno, quindi rivedere le politiche in materia? Dott. G. De Tommaso.
Di Admin (del 07/05/2008 @ 12:21:36, in News, linkato 94 volte)
Le foto che l'America non voleva vedere furono scattate da uno dei pochi che non morirono all'istante e ritrovate per caso da un militare. Per oltre 60 anni sono state custodite nell'Archivio Hoover di VITTORIO ZUCCONI / LE FOTO su repubblica.it
" Fotografare è
trattenere il respiro
quando tutte le nostre
facoltà convergono
per captare la realtà fugace;
a questo punto l'immagine
catturata diviene
una grande gioia
fisica e intellettuale."