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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Da Pompei, Vaso blu.
 Stutue di Corridori Bronzo. Ercolano, Villa dei Papiri, peristilio rettangolare. Una delle statue fu rinvenuta il 6 luglio del 1754 a sud ovest dell'emiciclo della natatio del preistilio, l'altra 1 ottobre del 1754 nel settore compreso fra l'anatatio e il portico nord occidentale, all'altezza della quarta colonna da nord, misure ed altezza totale m.1,18.
Afrodite Callipige Soprannome attribuito alla figura, erroneamente ritenuta copia di una famosa statua di un tempio di Siracusa, per il movimento lezioso della dea, il cui volgersi a rimirare le forme nude ( kallipygos = dal bel sedere ) è tipico del gusto malizioso e leggero del c.d. ''rococò'' ellenistico della metà del II secolo a.C. ed ispirò numerose rielaborazioni moderne, tra cui una di Canova.
 Atlante Farnese E' una delle più complete rappresentazioni note dello Zodiaco pervenuteci dall'antichità questa della volta celeste sulle spalle dell'Atlante Farnese, probabilmente facente in origine parte della decorazione della biblioteca nel Foro di Traiano. Non mancano varie repliche a dimostrare che l'originale era una famosa statua ellenistica, che ci piacerebbe immaginare creata in un grande centro scientifico ellenistico, come il Museo di Alessandria.
Il Toro Farnese Questa opera, rinvenuta nella palestra delle terme di Caracalla in Roma, rappresenta il mito del supplizio di Dirce. Costei, avendo inflitto vari tormenti ad Antiope, viene punita dai figli di quella, Anfione e Zeto, che la legano alle zampe di un toro infuriato perchè questi ne faccia strazio. Un'opera famosa di questo soggetto degli scultori rodii Apollonio e Taurisco della fine del II sec. a. C., fu portato a Roma ad opera di Asinio Pollione. Nel gruppo Farnese, una delle più grandi sculture pervenuteci dall'antichità, è stato ora visto l'originale, ora una replica di età giulio-claudia, ora una replica di età severiana. Il confronto con repliche in pittura mostra che si tratta di una copia che conserva la composizione piramidale dell'originale, con l'aggiunta di figure accessorie, come Antiope e un giovane pastore.
La Tazza Farnese
E' un cammeo in agata sardonica, sicuramente il più celebre cammeo pervenutoci dall'antichità. Sul lato esterno c'è una squisita immagine a rilievo della Medusa. All'interno c'è una scena allegorica, con otto personaggi, ambientata in Egitto simboleggiato dalla Sfinge su cui siede Iside. La scena sarebbe una celebrazione della fertilità del Nilo, raffigurato quale vecchio barbato, seduto in trono e con la cornucopia, che accoglie Trittolerno, mentre in alto sono raffigurati in volo i Venti Etesii. La cronologia, certamente problematica, varia a seconda dell'identificazione proposta dei personaggi storici - i vari sovrani Lagidi succedutisi sul trono di Alessandria - che si celerebbero dietro le allegorie delle figure mitologiche. Di certo si può dire, tuttavia, che l'eccezionale oggetto fu realizzato per una commessa reale tolemaica tra il II ed il I secolo a.C.
Museo Archeologico Nazionale di Napoli: La statua di Augusto.
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Vincenzo Clemente
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Essere fotografati da Vincenzo, vuol dire essere ripresi nell'espressione più vera ma anche più semplice di noi stessi. I toni caldi di queste immagini riflettono, a tempo stesso, malta gaiezza ma anche molta delicatezza.
Dott.ssa Emilia Napolitano - psicologa
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08/09/2010 @ 12.09.53
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